Il nostro sito è vicino alle splendide Hawaii che verranno colpite tra pochi minuti dalle onde di tsunami prodotte dal tremendo terremoto che si è abbattuto da poco sul Cile. Incrociamo le dita affinchè tutto vada per il meglio.
Un violento temporale abbattutosi poche ore fa sulla provincia di Palermo ha messo in ginocchio la viabilità lungo la ss 113 allagata in diversi punti da Ficarazzi in poi in direzione Messina.
A Bagheria sono caduti in poche ore oltre 120mm di pioggia, un quantitativo molto alto che avrà sicuramente causato gravi allagamenti e ingenti danni. Segnalati allagamenti anche a Termini Imerese, Ficarazzi e nella zona sud di Palermo.
Temporali molto localizzati hanno prodotto oggi pomeriggio ingenti danni mandando in tilt la circolazione in buona parte della città. In alcune zone sono caduti 50mm di pioggia in poche ore, valori elevati ma che NON DOVREBBERO generare situazioni simili! Pensate che alcune zone della città hanno visto soltanto qualche goccia d’acqua!
Le foto seguenti provengono dagli utenti dei più autorevoli siti locali di metereologia: www.meteopalermo.it e www.meteosicilia.it.
Ricordo a tutti che è da poco disponibile su questo sito una sezione meteo con previsioni e webcam.
Una spiaggia battuta dal vento d’autunno in Alaska, la tundra intorno, accesa nei suoi colori, immersa in un silenzio grandioso. Un orso bruno, enorme, immobile sulla sabbia, teso ad aspettare una preda che viene dal mare. Il tempo immobile da sempre sotto un cielo perennemente coperto di nubi.
Fotografare gli animali nel loro ambiente a volte regala sensazioni che sono difficili da descrivere a parole, ma che un’immagine ben realizzata può riuscire a trasmettere. Allora la fotografia naturalistica come ogni altro genere di fotografia non può sottrarsi al compito di essere arte perchè se arte è espressione di ciò che esiste fuori e dentro di noi sarebbe assurdo che proprio un mezzo così ricco di potenzialità non riuscisse a restituire emozioni ma si limitasse alla semplice riproduzione quasi meccanica di ciò che ci circonda.
Per chi scrive fotografare la natura e gli animali selvaggi è immergersi nel mondo senza l’uomo, un mondo in cui i nostri pensieri e le nostre convenzioni non contano assolutamente nulla e ci si ritrova disarmati faccia a faccia con un grande mistero: la vita, nella sua essenza. Fotografare, in fondo, è una scusa. Un pretesto per entrare in contatto con l’essenziale, per tuffarsi in una dimensione ove il tempo rallenta il suo fluire fino quasi a fermarsi e a costringerci a riflettere su noi stessi, sul nostro posto nel mondo come individui e come specie.
La fotografia naturalistica sta attraversando, in Italia, un momento difficile: le riviste di natura sono pressochè scomparse e la battaglia fra i professionisti per riuscire a pubblicare un numero di immagini sufficiente a sbarcare il lunario porta molti di essi a scattare fotografie in condizioni cosiddette “controllate”: ovvero in zoo, recinti e riserve faunistiche in cui gli animali non vivono in condizioni di libertà. Questa pratica, di per sè, non ha nulla di inaccettabile: inaccettabile però è il fatto che le didascalie di libri e riviste non indichino dove e come l’immagine è stata ripresa, generando nel lettore la falsa impressione che le fotografie che sta ammirando siano il frutto di un paziente appostamento ad un animale selvatico. Chi acquista una rivista di natura, infatti, generalmente non lo fa soltanto per vedere belle fotografie di animali: con la rivista acquista anche una finestra sul mondo naturale, una finestra che permette di osservare belle immagini, ma anche di imparare qualcosa su ciò che ci circonda e soprattutto di sognare, di provare un po’ di quelle sensazioni che la nostra vita di uomini moderni spesso ci nega, e certamente è molto deludente sapere che quelle fotografie che ci hanno entusiasmato sono state scattate liberando per qualche minuto un tasso dalla gabbia in cui vive, o in qualche triste recinto, per quanto grande e accogliente sia.
Orme selvagge è un sito dedicato alla fotografia naturalistica ed agli animali selvatici. Non ha nessuna pretesa di eccellenza, ma solo l’obiettivo, tenacemente perseguito, di presentare fotografie vere di animali liberi nel loro ambiente naturale per cercare di trasmettere sensazioni e suscitare emozioni, nella convinzione che la fotografia possa e debba emozionare senza essere costretta a stupire con effetti speciali, virtuosismi e tecnicismi esasperati. La galleria fotografica contiene centinaia di immagini, fra le quali rare foto di lupo appenninico ripreso nel suo ambiente naturale ottenute con la tecnica delle trappole fotografiche che gli autori hanno perfezionato nel corso di parecchi anni di attività e che considerano a tutti gli effetti una tecnica di fotografia naturalistica esattamente come le tecniche classiche della caccia fotografica vagante e al capanno, perfettamente in grado di restituire risultati di altissimo livello.
Fotografare il lupo allo stato selvatico nel suo ambiente naturale è un’attività che costa parecchio tempo e fatica ma che ripaga con grandissime soddisfazioni e soprattutto costringe il fotografo ad entrare nell’ambiente naturale come difficilmente accade con altri soggetti, obbliga a conoscere e ad imparare, insegna ed essere umili e ad avere pazienza. Certo, è più facile andare un paio di giorni al Bayerischer Wald a “fare” i lupi, come dice qualche fotografo abituato alla filosofia del “mordi e fuggi”, ma se la fotografia naturalistica vuole avere qualcosa da dire deve sforzarsi di non percorrere sempre la via più facile e di non svilire i suoi soggetti più interessanti. In fondo, è meglio una brutta foto ad un lupo selvatico, invisibile e inafferrabile o una bella immagine di un lupo ben pasciuto che ogni giorno, alle sei del mattino, si fa puntualmente trovare in un punto preciso di un’aurea faunistica, in mezzo ai fiori di campo?
Il piccolo centro abitato si stende ad anfiteatro intorno ad una baia che ospita il porto. Una strada e delle scalinate bordate di bellissimi ibiscus conducono al centro del paese, in alto. Una delle caratteristiche peculiari delle abitazioni è che da alcuni anni, i muri delle case sono stati “trasformati” in tele e gli artisti vi hanno dipinto paesaggi, trompe-l’oeil, ritratti, nature morte, soggetti fantastici. Il paese è dominato dalla Torre di S. Maria, sede del Museo Archeologico che ospita i reperti rinvenuti al villaggio preistorico presso i Faraglioni e nelle tombe di età ellenistico-romana di Capo Falconiera. In particolare si notino un singolare focolare circolare diviso in quattro parti (e quindi trasportabile), e belle coppe biansate a piede alto…
L’Associazione Photonature opera da anni nel settore della fotografia naturalistica e di reportage.
Abbiamo deciso di organizzare un corso di fotografia di base con elementi di fotografia naturalistica.
Sarà l’occasione per i principianti di addentrarsi più a fondo in questo meraviglioso mondo creativo, e sarà occasione per i più esperti di affinare le proprie tecniche fotografiche.
Il corso prevede lo svolgimento di 3 incontri in aula di un paio d’ore circa e di una uscita sul campo di una intera giornata.
Gli incontri in aula saranno serali e si svolgeranno Palermo (7, 9 e 14 ottobre 2008) a partire dalle ore 21:00 presso la sede dell’associazione Asantesana in Via Marchese di Villafranca, 56.
L’uscita fotografica si svolgerà invece domenica 12 ottobre, presso la “Riserva Naturale Orientata dello Zingaro” in provincia di Trapani.
(AP photo by David J. Phillip / September 12, 2008)
In queste ore l’uragano Ike sta devastando i territori del Texas. Ieri è stata colpita pesantemente la località costiera di Galvston oggi le maggiori preoccupazioni sono per la città di Houston.
Sottolineo che l’uragano ha già ucciso nei giorni scorsi 74 persone ad Haiti e 7 a Cuba, è VERGOGNOSO come i media stiano parlando di Ike solo adesso che è approdato negli USA.
Ed ecco qualche interessante link per approfondire l’argomento:
“Fotografare la natura non è un’operazione semplice. L’ambiente mette di per se già il meglio. Il problema è allora trovare una chiave che dia all’immagine una valore aggiunto, che la personalizzi”
Vi consiglio una visita al sito web del fotografo Diane Varner, fantastici scatti naturalistici effettuati prevalentemente nel nord della California; è anche possibile commentare le sue immagini.
Con la fine di agosto finiscono le vacanze, si torna a lavoro o a studiare, salutando le spiagge e le giornate passate in riva al mare …ma c’è qualcosa che non finirà: il caldo!
A partire da questo weekend una intensa e persistente ondata di calore investirà il sud Italia, avremo gran caldo fino a giovedì/venerdì della prossima settimana.
Venti dai quadranti meridionali soffieranno sulla nostra isola facendo schizzare le temperature verso l’alto, si raggiungeranno punte di 35/36°C, valori che potrebbero essere superati nelle zone interne dell’isola lontane dal mare.
Cambiate dunque le batterie ai telecomandi dei vostri condizionatori, il caldo persisterà anche nelle ore notturne quando anche l’afa renderà difficile dormire.
Non drammatizziamo, in fondo siamo ancora in piena estate!
Quante volte siamo rimasti con lo sguardo al cielo ad ammirare il volo di un gabbiano? …pensate che animale buffo ed impacciato diverrebbe il gabbiano se avesse le ali perennemente legate, attaccate al corpo… in tanti lo deriderebbero, così come tanti proverebbe pena per lui, io sarei uno di questi. E’ questo il pensiero che mi aleggia per la mente in questo tiepido pomeriggio di fine aprile dopo essere stato per qualche ora disteso al sole sulla splendida spiaggia di Mondello. Splendida ancora per poco, purtroppo. Tra qualche giorno infatti inizieranno come ogni anno i lavori che trasformeranno una splendida costa, ad un ammasso inaccessibile di cabine, sedie a sdraio, panzoni, angurie e pasta al forno! Tutto questo è una cosa indecente, una vergogna! Non so quante città nel mondo possano godere di un paradiso come questo golfo ma soprattutto vorrei sapere in quale altro posto capita ciò che accade qui a Palermo: abbiamo una spiaggia da sogno, che potenzialmente potrebbe essere una miniera alimentata ogni anno da migliaia di turisti, e cosa accade qui? La si lascia in mano ad una società italo-belga (Immobiliare Italo Belga S.A.) che la recinta rendendola inaccessibile a chi non vuole o non può pagare per una cabina. Proteste, petizioni, ricorsi al TAR: i palermitani e l’amministrazione comunale ci hanno provato in tutti i modi a riprendersi la spiaggia di Palermo ma sembra che non ci sia nulla da fare, le cabine e la cancellata resteranno e continueranno ad oscurare lo splendido litorale palermitano. Il mio sentimento adesso è cambiato: non provo più pena per il povero gabbiano ma rabbia.
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