Nata a Waterbury, nel Connecticut, il 2 ottobre 1949, Annie cresce nel rigore di una famiglia d’origine ebraica. Una vita trascorsa al servizio dell’immagine, dalle pagine delle riviste più famose del mondo, ai reportage di viaggio, dai ritratti delle star più luminose d’America a quelli dei potenti del pianeta, senza dimenticare la passione per la natura incontaminata. Ma soprattutto, ed è quel che lascia basiti pubblico e stampa, le foto private legate alla sfera famigliare, in cui Annie squarcia il velo della sua nota invulnerabilità. Esibisce la madre, indagata con sofferenza fin nelle pieghe della vecchiaia ed il suo autoritario papà, consumato dalla malattia. Corpi straziati, volti senza sorriso, come tutti quelli che portano la sua firma. Ad eccezione delle figlie, Sarah, avuta a 51 anni, e le gemelle Susan e Samuelle, nate 3 anni dopo. Per loro sorride, lascia entrare un raggio mostrandone il candore senza veli.

Infine c’è lei, Susan Sontang, suo alter ego letterario e compagna nella vita, di cui documenta l’agonia dell’ultimo viaggio fino alla morte, avvenuta nel 2004. Anche qui, proprio dove fa più male, rinuncia a qualsiasi filtro, offrendo il cuore e tutte le sue lacrime alla pubblica vista. Un percorso visivo che ha per Annie una funzione catartica: liberarsi dal peso del lutto.
Ha fotografato i leggendari Rolling Stones nel tour del 1975, ha immortalato Hilary Clinton e George W.Bush, ha raccontato il dramma di Sarajevo e gli attacchi terroristici dell’11 settembre. Ha regalato immagini indimenticabili di rockstar, stelle del cinema, personaggi politici e atleti.
E’ lei, la più celebre ritrattista dei nostri tempi, Anne Leibovitz. Autrice di scatti entrati nella storia, come quello per la rivista Rolling Stone, che ritrae John Lennon nudo e abbracciato a Yoko Ono cinque ore prima di essere assassinato. Una foto che è diventata simbolica dell’amore dell’ex Beatle per la moglie.

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5 Responses to Annie Leibovitz

  1. Prepuzio scrive:

    Bel template. Complimenti.

  2. Alessandro scrive:

    Grazie mille. Anche il tuo template è molto bello, vagamente familiare ;D

  3. leddeve scrive:

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