Dopo 47anni i rosanero vincono a Torino battendo la Juventus 2-1. L’ex Miccoli porta in vantaggio gli ospiti, Del Piero pareggia su punizione ma i bianconeri giocano tutto il secondo tempo in 10 per l’espulsione di Sissoko e nel finale subiscono il gol di Mchedlidze
Il Palermo espugna l”Olimpico, ringrazia Miccoli, Mchedlidze e anche Sissoko che lascia i bianconeri in dieci facendosi espellere nel finale di primo tempo. La Juve che cercava i tre punti dopo tre pareggi consecutivi (due in campionato) subisce invece un ko pesantissimo.
Ranieri rivoluziona la formazione mettendo Giovinco alle spalle di Del Piero e Amauri, rinunciando a Camoranesi per formare un centrocampo a tre composto da Poulsen, Sissoko e Marchisio. In difesa spazio a Mellberg e Knedzevic.
La squadra di Ballardini gioca con ordine e non soffre le iniziative sterili dei padroni di casa. Uno schema su punizione consente a Cavani di colpire al volo , Buffon ci mette una pezza ma sulla ribattuta Miccoli è pronto a ribattere in rete (24′). L’ex juventino si fa male a un polpaccio ed è costretto ad uscire dal campo, anche Mellberg ha i suoi problemi e lascia il posto a Salihamidzic.
La reazione della Juve non c’è, però Del Piero su punizione mette le cose a posto, trovando la complicità di Amelia che si fa sorprendere sul &lsquosuo’ palo (38′). Al 41′ Sissoko entra in modo troppo irruente su Migliaccio, e siccome era già stato ammonito prende anzitempo la via degli spogliatoi. Così i bianconeri, che già soffrivano più del previsto la solidità del centrocampo avversario (ottime le prove di Bresciano, Liverani e Nocerino), con l’uscita del maliano vedono precipitare la situazione. Nella ripresa Ballardini è costretto suo malgrado a far uscire l’infortunato Bresciano (entra Mchedlidze) e fa stringere i denti a Noverino, acciaccato. Ma il tempo passa e la Juve continua a combinare poco o nulla, così Ranieri rischia il tutto per tutto affidandosi alla fantasia di Camoranesi per sacrificare un altro centrocampista, Poulsen. L’estro di Giovinco, posizionato nel suo ruolo &lsquoideale’, funziona a intermittenza, così come Amauri che trova pochi palloni giocabili e lo stesso Del Piero. Per la Juve una delle poche note positive è rappresentata dalla prova di Marchisio, che ovviamente non può bastare. A dieci minuti dalla fine Migliaccio rischia il rigore su Del Piero, poi il nuovo entrato Mchedlidze non si emoziona davanti a Buffon e fa 2-1.
La Juve non ha la forza per reagire e dopo tre minuti di recupero i siciliani possono festeggiare a Torino un successo che in trasferta mancava da quasi mezzo secolo. Per gli uomini di Ranieri nulla è compromesso, ma parlare di crisi adesso potrebbe anche avere un senso.
Via | Eurosport
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