Marco Amelia

L’infortunio di Gigi Buffon lo lancia titolare contro Bulgaria e Montenegro. Riflettori allora su Marco Amelia, 26 anni, portire del Palermo. Marco resta comunque con i piedi per terra consapevole che il numero uno dei numero uno resta Buffon: “Conosco il mio ruolo nel club Italia – dice con grande serenità – con uno come Buffon davanti bisogna solo stare tranquilli, allenarsi bene, magari farsi trovare pronti al momento giusto e sfruttare l’occasione. Ma nulla più, è chiaro. Anzi, a dire il vero io mi ritengo anche fortunato, perché altri in Nazionale hanno trovato spazio in età avanzata, magari a 34 anni”. Per lui, dall’esordio con la Costa d’Avorio nel 2005, fin qui solo 6 presenze (e 4 gol subiti). Ora però è il suo momento, e Marco Amelia ne è fiero. Tanto da replicare a chi invece ha rifiutato un ruolo da comprimario alla corte di Lippi(e il riferimento ad Abbiati non è casuale): “Io in Nazionale verrei anche solo per portare le borracce!” Per poi ritrovare un certo equilibrio quando si parla del suo Palermo, l’impresa con la Juve sta facendo volare la fantasia dei tifosi rosanero… Marco però frena: “Lì da noi è appeso il cartello “lavori in corso”, siamo una buona squadra, capace di grandi colpi, però da qui a dire che siamo tra le migliori ne passa. Serve restare tranquilli e cercare di migliorare gara dopo gara …a questo comunque ci pensa Ballardini: è un tecnico preparato e soprattutto bravo a infondere serenità al gruppo”. Amelia tocca poi uno degli argomenti più controversi del calcio italiano degli ultimi anni, e qui torna a scaldarsi: “E’ un luogo comune dire che non ci sono portieri bravi da noi. Capisco che andare a prenderli all’estero può costare meno, però così si finisce con il negare la fiducia a ragazzi italiani molto interessanti. Penso ad Acerbi, a Morello, a Zotti, e soprattutto a De Lucia, tutti atleti validi, così come Marchetti, che al Cagliari sta facendo bene, perché ha avuto la fiducia da parte del gruppo, del tecnico e della società. Ecco, è questo il punto, la fiducia. Ad un portiere – conclude l’estremo difensore del Palermo – non va buttata la croce addosso al primo errore, un portiere va incoraggiato anche se sbaglia, in particolar modo quando è giovane”.
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