Archivio

X-E1 è la seconda fotocamera digitale a ottica intercambiabile di Fujifilm che si rivolge a un target più ampio di appassionati e amatori evoluti ma anche a utenti interessati ad approcciare la fotografia puntando a qualità e originalità.
Sulla scia del successo ottenuto da X-Pro1, la nuova X-E1 eredita il medesimo sensore APS-C X-Trans CMOS da 16 megapixel e lo stesso attacco X per montare la gamma di obiettivi Fujinon XF che da oggi può contare su 5 ottiche (10 entro il 2013). Rispetto al modello già sul mercato, X-E1 vanta un corpo più compatto con flash incorporato ed è dotata di mirino elettronico OLED.
Fujifilm X-E1, con le sue ridotte dimensioni e un’eccellente velocità di messa a fuoco automatica, promette di essere un elemento di prestigio nella gamma della Serie X.
Disponibile in due varianti di colore con un attraente design classico, X-E1 è la fotocamera perfetta per ogni tipologia di utente: comoda da portare con sé e facile da usare, permette di esprimere quotidianamente la propria creatività e ogni emozione o avventura da vivere con una qualità da prima della classe.
Design classico e facile da usare
I componenti e i materiali utilizzati per produrre X-E1 trasmettono estrema classe e qualità, caratteristiche tipiche dello stile “Made in Japan”. La parte superiore e quella anteriore sono realizzate in lega di magnesio pressofuso per conferire robustezza e un design accattivante. Nonostante il corpo di X-E1 si presenti compatto e molto leggero (solo 350g(1)), le funzionalità che incorpora sono estremamente avanzate.
Dotata di impugnatura in gomma per una presa più sicura, X-E1 risulta anche molto ben bilanciata grazie alla posizione centrale dell’attacco X.
Nella progettazione di X-E1 la facilità di utilizzo è stata uno degli elementi fondamentali perseguiti dagli ingegneri di Fujifilm, per venire incontro alle esigenze di tutti gli utenti. Come su altri modelli della Serie X, i bordi dei selettori posti sul pannello superiore sono finemente zigrinati per facilitarne la regolazione. Per impostare rapidamente i parametri della fotocamera, senza distogliere lo sguardo dal mirino, il fotografo può ruotare la ghiera dei diaframmi posta sull’obiettivo con la mano sinistra, mentre con la destra regola i selettori del tempo di posa e della compensazione dell’esposizione, posti sul pannello superiore. Inoltre, le funzioni di uso più frequente possono essere assegnate al tasto di funzione Fn per un impiego della fotocamera ancora più efficiente.
X-E1 si presenta in due varianti di colore. La versione nera dal look professionale e più discreto è la fotocamera perfetta per il fotografo che non deve dare nell’occhio; la versione argento caratterizza e distingue la fotocamera, rendendola adatta a chi desidera un design alla moda e ricercato, ispirato al passato.
X-E1 può effettuare circa 350 scatti per ogni carica della batteria(2), consentendo agli utenti di concentrarsi sulle riprese. La fotocamera è dotata di flash incorporato con numero guida 7(3) e l’impiego del sistema proprietario di misurazione TTL consente riprese con la giusta quantità di luce.
Mirino elettronico OLED: grande luminosità ed elevata definizione
X-E1 è dotata di un mirino elettronico OLED (Organic LED) con una risoluzione di 2,36 milioni di pixel, una tra le più elevate disponibili su fotocamere digitali con EVF(4). Il mirino dispone di una particolare struttura ottica costituita da due elementi in vetro e un doppio elemento asferico, che insieme alla tecnologia OLED è in grado di garantire una qualità estremamente elevata.
Il pannello OLED offre inoltre un alto rapporto di contrasto pari a 1:5000(5) che garantisce una visione ricca di dettaglio e una fedele riproduzione nel mirino elettronico di messa a fuoco, esposizione, bilanciamento del bianco e degli effetti di simulazione della pellicola.
L’esclusiva struttura ottica del mirino offre una visione simile a quella di un mirino ottico fornendo un’inquadratura chiara e senza distorsioni in ogni angolo dell’immagine. Questo mirino permette all’utente di ritrovare la completa libertà di azione nelle riprese fotografiche e diventa uno strumento molto utile nei casi in cui l’utilizzo del display LCD risulti difficile.
L’ampio campo di visione orizzontale pari a 25 gradi offerto dal mirino consente al fotografo di valutare in modo rapido e semplice l’intera scena inquadrata. L’impiego di una morbida resina sull’oculare ne facilita l’utilizzo anche a chi porta gli occhiali; inoltre, la possibilità di regolare le diottrie consente di migliorare la visione dell’immagine.
APS-C X-Trans CMOS per un’eccezionale risoluzione e resa del colore
Fujifilm X-E1 è equipaggiata con il medesimo sensore APS-C X-Trans CMOS da 16,3 megapixel di cui dispone l’ammiraglia X-Pro1. La sua esclusiva matrice CFA (Color Filter Array) può efficacemente ridurre al minimo il moiré e i falsi colori senza la necessità di un filtro ottico passa-basso. Questo consente di massimizzare l’elevata risoluzione di ogni scatto e di catturare le immagini con estrema luminosità e nitidezza sull’intera area.
Il sensore X-Trans CMOS, ispirandosi alla disposizione della grana delle pellicole fotografiche, per ridurre il moiré e i falsi colori adotta una complessa matrice 6×6 ad elevata casualità. Questa innovativa matrice di pixel consente al sensore X-Trans CMOS di catturare la luce senza il passaggio attraverso un filtro ottico passa-basso, evitando il degrado della risoluzione e ottenendo così immagini che consentono stampe di grande formato, mantenendo un’elevata qualità.
Questa esclusiva matrice è anche incredibilmente efficace nella riduzione del rumore in caso di foto scattate ad elevate sensibilità ISO.
X-E1 vanta il performante “EXR Processor Pro” per risposte rapide in ogni situazione di ripresa. EXR Processor Pro riceve le informazioni dal complesso sensore X-Trans CMOS e le elabora rapidamente, assicurando un rapido passaggio allo scatto successivo.
FUJINON XF18-55mm F2.8-4 R LM OIS: luminoso e veloce
Il performante motore lineare nel nuovo obiettivo XF18-55mm unito all’elevata velocità di lettura dei segnali provenienti dal sensore CMOS e dal EXR Processor Pro di nuova concezione, garantisce un enorme miglioramento in termini di velocità e precisione delle prestazioni AF, riducendo il tempo di messa a fuoco a meno di 0,1 secondi.
L’obiettivo è un capolavoro di tecnologia: alta qualità della struttura ottica dell’obiettivo interamente in vetro costituita da 14 elementi in 10 gruppi, incluse 3 lenti asferiche, 1 elemento a bassa dispersione e un diaframma a sette lamelle arrotondate. Lo zoom copre le lunghezze focali utilizzate più frequentemente, dal grandangolo 18mm al medio tele da 55mm (27mm-84mm equivalente al formato 35mm), per ogni tipo di situazione di scatto, dal paesaggio al ritratto.
Con una luminosità di F2.8-4.0 questo obiettivo è ideale per le riprese in condizioni di luce scarsa o per ottenere un fantastico effetto bokeh. Il design compatto dell’obiettivo, reso possibile dal perfetto layout dei componenti, migliora la sua portabilità: l’avanzato progetto ottico-meccanico è ottimizzato per minimizzare le dimensioni dell’obiettivo che misura 65mm x 70,4mm. L’obiettivo, come gli altri della serie XF, è dotato di ghiera di comando del diaframma che l’utente può regolare con un movimento naturale tenendo la fotocamera a livello dell’occhio. L’obiettivo dispone anche del sistema OIS – Optical Image Stabilizer (stabilizzatore ottico d’immagine) – che provvede a una stabilizzazione dell’immagine equivalente a 4 stop.
Originale attacco X per la massima performance delle ottiche
L’attacco X di FUJIFILM è caratterizzato da un tiraggio di flangia ridotto a soli 17,7 millimetri e questo permette di massimizzare i vantaggi del sistema mirrorless. La distanza di back focus è stata ridotta quanto più possibile per permettere l’utilizzo di obiettivi compatti e leggeri, facili da trasportare. La ridotta distanza impedisce anche gli effetti di vignettatura, mantenendo un elevato dettaglio su tutta l’area dell’immagine.Per facilitare la comunicazione ad alta velocità tra il corpo macchina e l’obiettivo, l’attacco conta dieci pin di contatto. Autofocus, apertura e gli altri movimenti dell’obiettivo sono trasmessi al corpo macchina a elevata velocità.Con l’adattatore “FUJIFILM M Mount”, X-E1 può inoltre utilizzare un’ampia gamma di obiettivi con innesto a baionetta M, ampliando così le possibilità fotografiche.
Modalità di scatto creative e originali
X-E1 offre la creativa modalità “Simulazione Pellicola” di FUJIFILM per simulare le distintive caratteristiche delle pellicole fotografiche tradizionali: l’alta saturazione ricca di colori primari della pellicola “Velvia” per la fotografia di paesaggi, la pellicola “ASTIA” per una perfetta resa del tono della pelle e la simulazione della più versatile “Provia” per una naturale riproduzione delle scene. Sono presenti altre due impostazioni basate su caratteristiche di pellicole professionali negative a colori: PRO Neg.Std dai toni morbidi e PRO Neg.Hi per un’elevata nitidezza, entrambe adatte per i ritratti in studio. Sono disponibili anche tre tipi di simulazione filtro per il bianco e nero e il viraggio seppia. La funzione “Bracketing Simulazione Pellicola” utilizza una singola esposizione per produrre tre immagini con gli effetti della simulazione pellicola.
L’avanzata elaborazione digitale consente l’esposizione multipla, in cui due esposizioni si sovrappongono per creare una singola immagine. Dopo aver selezionato la modalità di esposizione multipla si esegue il primo scatto e, visualizzando l’immagine sul mirino elettronico EVF o sullo schermo LCD, si ha un riferimento per eseguire il secondo scatto. La possibilità di scattare due foto, controllando visivamente l’immagine finale, permette agli utenti di ottenere effetti fotografici molto originali.
Registrazioni video Full HD
Con X-E1 è possibile anche effettuare delle riprese video Full HD (1920×1080) a 24 fps. Durante le registrazioni video è anche possibile utilizzare la modalità di simulazione pellicola o il bianco & nero e trarre vantaggio dalle grandi dimensioni del sensore e dalle luminose ottiche XF, per catturare filmati con un fantastico effetto bokeh.Il collegamento di un microfono (opzionale) con jack da Φ2,5mm attraverso una connessione esterna consente di registrare l’audio con maggiore chiarezza. Gli utenti possono così realizzare ottime riprese video senza doversi preoccupare del rumore prodotto dalla fotocamera o dal motore dell’obiettivo.
(1) Incluse le batterie e la scheda di memoria, escluso obiettivo
(2) Con l’obiettivo XF35mm F1.4 R montato
(3) ISO200 – m
(4) Ricerca FUJIFILM; Agosto 2012
(5) Varia in funzione delle condizioni di scatto
(6) Equivalente 35mm formato:27mm – 84mm
Caratteristiche principali FUJIFILM X-E1:
Sensore APS-C X-Trans CMOS da 16,3 megapixel
EXR Processor Pro
Attacco FUJIFILM X per obiettivi Fujinon XF
Mirino Elettronico OLED da 2,36 milioni di punti
Display LCD 2,8” (460.000 punti): alto contrasto, elevata luminosità e ampio angolo di campo
Flash pop-up incorporato (disponibile slitta a contatto caldo per flash esterni)
ISO 200 – 6400, estendibile fino a ISO 100, 12800, 25600 (range ISO400-6400 con ISO Auto)
Pulsante Q (quick) per accedere direttamente alle opzioni di ripresa
Convertitore RAW “in-camera”
Modalità “Simulazione Pellicola” (Velvia, Astia, Provia, Monocromatico, Seppia, PRO Neg Std & PRO Neg Hi)
Modalità “Esposizione Multipla” e “Panorama” per foto creative
Funzioni Auto Bracketing (AE/ISO/DR & Film Simulation)
Video Full HD a 24 fps
Ingresso Microfono esterno/comando di scatto remoto (Φ2,5mm)
Autonomia circa 350 scatti
Mostra collettiva di fotografia sul
388° FESTINO DI SANTA ROSALIA
a cura di Valerio Bellone
DAL 15 DICEMBRE 2012 AL 6 GENNAIO 2013
Sede della mostra – Palazzo Tarallo
Inaugurazione giorno 15 Dicembre alle ore 18.00.
Via delle Pergole, 74 – Palermo
La collettiva mette in mostra i fotografi selezionati durante il concorso “Photo Contest iFestino 2012″, svoltosi il 13, 14 e 15 luglio 2012, durante il Festino di Santa Rosalia.
Fotografi partecipanti:
Mario Diego Ciulla – Salvo Damiano – Massimiliano Gaglio – Gea Galizzi – Susanna Gattuso –Francesco Italia – Daniele Li Volsi – Maurizio Lo Bianco – Stephen Lo Bello – Ginevra Lo Sciuto –Giovanni Mazza – Valentina Mazzola – Claudia Messana – Fabio Mollica – Andrea Nocifora –Stefania Paternostro – Antonino Pillitteri – Renato Pino – Giorgio Federico Pitarresi – Wil Rothier –Alessandro Santoro – Alberto Scarpinato – Samuele Schirò – Marco Solofra – Alessandro Tarantino– Angelo Trapani – Alessandro Zarcone
Bbeddu veru: Sabato 15 settembre 2012 presso Farm Cultural Park di Favara, dalle ore 16:30
In occasione di Favara Reloaded il 30 giugno 2012 è stato lanciato il progetto bbeddu veru di Santo Eduardo Di Miceli con il coinvolgimento di 7 giovani fotografi: Benedetto Tarantino, Massimo Torcivia, Fabio Mollica, Emanuela Di Maggio, Marta D’avenia, Irene Butticè, Flaminia Asta.
Il 16 agosto bbeddu veru ha partecipato all’evento Nuovimpressioni ad Alcamo e alla mostra Sicilia, Fotografia Contemporanea ampliando il numero dei fotografi da 7 a 15. Dai primi fotografi selezionati si sono aggiunti: Dario Bruno, Audrey Treccenere, Enrico Doria, Alessandro Tarantino, Valeria Sarraino, Giorgia Genco, Eleonora Gugliotta, Sandro Bertola.
Si tratta di un gruppo aperto a nuove sollecitazioni e nuove partecipazioni.
Ora esponiamo il progetto Bbeddu veru a Farm Cultural Park ai 7 cortili e realizzeremo:
Una project room, la mostra/mercato nei cortili e la presentazione del progetto la sera nel giardino con la proiezione di alcuni video dei fotografi partecipanti al progetto.
Cos’è il progetto bbeddu veru:
Si tratta di un progetto che indaga la difficoltà, in Sicilia, di vendere fotografie (artistiche).
Dopo una riflessione abbiamo pensato che è giunto il momento, e che è opportuno a questo punto e in questo momento storico prenderci un po’ in giro, e organizzare una “vendita” con prezzi da “mercato”.
Sono esperienze già sperimentate all’estero che hanno una loro validità e che permettono ai giovani artisti di finanziare la realizzazione dei loro progetti “dal basso”.
Le opere sono realizzate in multipli e incollate su un forex; esposte e vendute su delle bancarelle nei “mercati dell’arte”.
Allora, ci siamo chiesti perché non organizzare un mercato vero e proprio?
E poiché non c’è niente di più rappresentativo della VUCCIRIA – mercato palermitano per eccellenza – è venuta fuori l’idea che è un incrocio tra il mercato dell’arte londinese e il souk di origine araba a cui noi siamo in SICILIA da sempre abituati.
Mostra/Mercato bbeddu veru a partire delle 16.30
Presentazione del progetto bbeddu veru alle 19.30
info:
Armando Giglia
0922.34534 – 320.1793171
www.farm-culturalpark.com
info@farm-culturalpark.com

“Flussi” è un lavoro realizzato dal giovane fotografo Valerio Bellone nelle stazioni ferroviarie della Thailandia, Sicilia e Germania. il progetto nasce dal continuo peregrinare del fotografo e dalla sua capacità di osservazione della realtà circostante.
Le stazioni ferroviarie sono luoghi di incrocio e incontro tra differenti classi sociali, etnie e culture, popolate da flussi di passaggio sospesi nel tempo. I treni fermandosi, come una pellicola cinematografica alla fine del primo tempo, creano tanti fermi immagine. storie racchiuse in un volto, in un’espressione, in un’azione, incorniciate dai grandi finestrini. una dimensione illusoriamente intima, che fa perdere ai viandanti, almeno per un attimo, la propria maschera. La mostra, accompagnata dal testo critico di Giulia Scalia, presenta una selezione di diciassette scatti in bianco e nero che fermano lo scorrere del tempo e i continui spostamenti dei viaggiatori.
Valerio Bellone nasce a Palermo nel 1979. fin da bambino, stimolato a viaggiare dai genitori, sviluppa una grande curiosità nei confronti delle diversità culturali. Proprio dal contatto con altri luoghi matura la sua capacità critica e osservativa. dalla possibilità di immagazzinare le proprie emozioni e di sollecitare quelle altrui, a 14 anni, si appassiona al mondo della fotografia e inizia la sua avventura artistica.
a 19 anni, dopo avere ottenuto il diploma in Grafica Pubblicitaria (1999), decide di intraprendere un viaggio atipico per un giovane della sua età: viaggerà per 6 mesi, da solo, tra la costa e l’entroterra australiano, siti che diverranno una fonte di ispirazione.
nel 2001 va a Cuba per realizzare un lavoro fotografico sui mezzi di trasporto: “trasporti di fortuna”. al suo ritorno in italia vince una borsa di studio che gli permette di accedere all’istituto europeo di design di torino. Qui consegue il diploma di laurea in digital design.
Nel 2006 ritorna in australia dove rimane a lavorare per un anno, realizzando servizi per diverse riviste di viaggi e turismo e come inviato per un lavoro in vietnam.
attratto dalla cultura giapponese, nel 2009 si reca a tokyo e realizza il reportage “tokyo all in one”.
alla fine del 2011 realizza un reportage fotografico a sydney, australia.
nel 2012 si reca in thailandia dove trascorre lungo tempo e realizza tre reportage. www.valeriobellone.com
Flussi, di Valerio Bellone
curatore: Giulia scalia
quando: 17 marzo – 14 aprile 2012
dove: mondadori multicenter
indirizzo: sala eventi 4° piano via ruggero settimo, 16 – Palermo orari: lun/dom 9.30/ 20.30
date: 17 marzo – 14 aprile 2012
ufficio stampa: Cristina alga 335 8417307 organizzazione Cristina alga, marina sajeva

La Galleria X3 è lieta di ospitare la mostra di Cayetano Arcidiacono e Angelo Pitrone “Palermo Cordoba andata e ritorno”, realizzata da Museum, Osservatorio dell’arte contemporanea in Sicilia di Bagheria e in collaborazione con Crases.
La mostra giunge nel capoluogo palermitano dopo la tappa argentina, con l’esposizione presso il Museo de la Mujeres di Cordoba. Ventinove scatti che immortalano momenti di un viaggio per immagini fra Sicilia e Argentina. Gli scatti sono stati raccolti in un catalogo edito da Museo – Ezio Pagano.
La mostra resterà allestita sino all’11 febbraio 2012. Sarà possibile visitare la galleria da martedì a sabato, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30. Giorni di chiusura: domenica e lunedì.
Per maggiori informazioni scrivete alla casella di posta press@galleriax3.org o chiamate al numero 349.7255856

C’è una vita di strada a Palermo, di cui ogni persona o gruppo di uomini, donne e bambini sono protagonisti di un’avvolgente avventura, ogni cosa è travolgente e stravolgente. Come la struggente bellezza e l’amara decadenza di un popolo che ha fatto storia e tanto, tanto e tanto ancora vuole raccontare, vivere e rinascere.
“PALERMO – STREET LIFE” è un centro ideale, un quadro storico, una scena contemporanea profusa di mitologia.
Da Bartolo Chichi – Art & Photo Gallery uno squarcio di vita umano, irrequieto e sorprendente è allestito, come in un teatro di personaggi romantici e di figure pittoresche.
Palermo – Street Life è la collettiva fotografica da Bartolo Chichi – Art & Photo Gallery capace di drizzare lo sguardo verso la trasparenza della sua gente, la beltà e l’ingenuità dei suoi bambini, l’allegria e i sorrisi dei suoi abitanti, la corsa ritmica e fresca di una mattina autunnale.
Per una volta vogliamo guardare a quel popolo che sa mirare avanti, che sa combattere, che nutre sogni e speranze, che coltiva amore, cultura ed educazione. Sfatare i pregiudizi malavitosi di un’avvenire avvelenato e rubato è il nostro obiettivo.
I fotografi Cristina Alletto, Valeria Bellina, Dario Gallo, Salvo Greco, Elisa Libri, Matteo Miceli, Igor Pecoraro, Marco Radica, Sergio Raspante, Fabrizio Saccaro, Laura Saletta ci concedono immagini rubate di una strada, i cui volti, gesti, espressioni sono reali di una verità, che spesso non siamo capaci di cogliere, perché così grottescamente ci raccontano e così alla fine diventiamo.
Parti inequivocabili di sporchi compromessi e loschi sotterfugi.
C’è una vita che emerge dalla strada e “tutto porto o porta” a galla, ed è proprio quella che vogliamo far sovrastare.
Strada che narra i segreti di una mala vita e di una buona vita, quella buona che leggi nei volti e tra i piedi scaltri e veloci dei bambini che giocano al sole con un aquilone o un pallone, quella saggia dei passi andanti o dei cittadini che si fermano, informano e leggono pagine di quotidiani o di un libro.
Vita faticosa trascorsa per orizzonti aspettando di veder abboccare i pesci e i frutti dal mare, vita quotidiana di mercato, dove ogni gesto è accompagnato da un sorriso, perché la vita anche se agro è sempre vita.
La vita triste di quelli che a terra in ginocchio chiedono aiuto, un saluto o un ascolto, perché la vita non è per tutti facile, vita è anche quella attesa di un ragazzo alla darsena, che aspetta dal mare la speranza di poter navigare verso i propri sogni.
Vita pregata di un uomo che si merita un giorno sereno e senza dolori, vita di strada e asfalto occupato, transitato, scioperato, scenario di diritti, di doveri e di uomini che hanno dato e vogliono continuare a fare.
Vita dove ogni gesto è racchiuso in una carezza amorevole e tenera di due amici, due compagni e due amanti, perché forse l’ultima chiave per risollevarci è custodita proprio dentro quel sentimento di solidarietà, di integrazione e di fratellanza. Dove
tutti sono uno e uno è uguale a tutti, specialmente laddove le strade sono lunghe, faticose e impervie e proprio per questo più complesse da percorrere e più facili da capovolgere.
La domanda di Carlos Castaneda “A scuola da uno stregone”, ci indica la strada: “Ma la decisione di continuare quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione. Osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi: Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente.”
Le nostre strade a Palermo non hanno un solo cuore, ma infiniti cuori. Quotidianamente, a voi il coraggio di rivelarlo e donarlo.
di Maria Rita Chichi
BARTOLO CHICHI ART & PHOTO GALLERY
Palermo, Via Vann’Anto 16 – 90144
+ 39 091 7828140
Data di vernissage: 27 GENNAIO 2012 h. 19:00
Data di chiusura: 08 MARZO 2012
La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.45 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30 e il sabato dalle 9:45 alle 13.
Ingresso libero
Curatori: Maria Rita Chichi, Bartolo Chichi
Fotografi: Cristina Alletto, Valeria Bellina, Dario Gallo, Salvo Greco, Elisa Libri, Matteo Miceli, Igor Pecoraro, Marco Radica, Sergio Raspante, Fabrizio Saccaro, Laura Saletta

Gli iPhone mettono in mostra la Sicilia
SiciliaWeekend.info e la Feltrinelli Palermo per una grande mostra fotografica collettiva dedicata agli scatti Hipstamatic, la diffusissima applicazione iPhone che consente di effettuare foto artistiche ed uniche proprio come le vecchie Polaroid.
Il genio di Palermo che si erge nella piazza come un re, poetiche barche di legno in riva al mare, un piatto che, con i semi e il coltello, ricorda la freschezza di un’anguria appena mangiata. Siciliamatic è questo: un’esplosione di emozioni legate a quanto la terra di Sicilia sa raccontare.
Cultura, natura, cibo: elementi che si fondono insieme negli scatti di chi ha saputo cogliere l’attimo con il proprio smartphone. Niente di più semplice, niente di più intenso. Piccole “polaroid” che fanno l’occhiolino agli artisti impressionisti.
Una volta con i pennelli, ora con lo scatto di uno strumento comune, si riesce a raccontare l’anima di ciò che ci circonda. Dai segreti del mare alla forza del vento, passando per riti simbolici e luoghi d’incanto, questa raccolta fotografica riesce a far commuovere e sorridere, a inebriarsi e incantare.
Il tutto in Sicilia, motore immobile di queste emozioni.
La mostra è stata organizzata dal settimanale www.siciliaweekend.info con la collaborazione de la Feltrinelli Palermo
Presso: Feltrinelli Libri e Musica di Palermo (via Cavour, 133).
Mostra visitabile per tutto il mese di gennaio.
* Fotografia di Roberta Cusimano
E’ un legame profondissimo quello tra Ferdinando Scianna e la sua amatissima Sicilia. Un passione sfrenata che l’abile maestro ha tradotto in immagini che fino al prossimo 22 gennaio 2012 resteranno custodite tra i due antichi ingressi della città: Porta Felice e Porta Nuova. In mostra meravigliosi scatti che dal bianco e nero si caricano pian piano di colore, ritraendo la più personale visione del maestro, attraverso un viaggio che dalla storia del nostro passato giunge ai nostri giorni. Suggestive immagini attraverso le quali Scianna racconta la sua terra natia, quella Sicilia che ha esportato nel mondo, con la magia e la bellezza dei suoi luoghi e la solitudine che, a tratti, coglie i suoi uomini. In un doppio allestimento, tra i poli opposti dell’originario Cassaro di Panormus, nelle prestigiose sedi del Loggiato San Bartolomeo e l’Oratorio S.S. Elena e Costantino appena ristrutturato e restituito per la prima volta alla città. A collegare le due location un simbolico percorso tracciato da 70 banner bifacciali appesi lungo l’asse viario di Via Vittorio Emanuele. Qui, in bella vista animano l’antica via le opere di oltre centoquaranta giovani artisti che hanno partecipato al concorso, bandito qualche mese fa, dal titolo “Disegna per Ferdinando Scianna”.
Ingresso gratuito
Oratorio SS.Elena e Costantino
lunedì _ sabato dalle 8.15 alle 17.40
domenica e i festivi dalle 8.15 alle 13
Loggiato San Bartolomeo
martedì _ venerdì dalle 9 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.3
sabato e domenica dalle 9 alle 13.30.

di Benedetto Tarantino e Angelica Agnello
Il 22 novembre l’ennesimo temporale si trasforma in una terribile alluvione, mettendo nuovamente in ginocchio la provincia di Messina.
L’acqua piovana che diventa fiume, si unisce alla terra, porta ad una frana e tutto viene ricoperto dal fango. Quando in alcuni paesi vengono riaperte le prime scuole, altri sono in lutto, e altri ancora sembrano paesi fantasma, Benedetto Tarantino e Angelica Agnello si recano nei luoghi del disastro per documentare la realtà dei fatti ad una settimana di distanza.
Raccontare con due mezzi diversi: la fotografia lui, la scrittura lei.
L’idea di allestire una “mostra lampo” per raccogliere fondi è nata, quasi per caso, dopo una chiacchierata con Riccardo Agnello: attraverso le fotografie ed il testo si vogliono, infatti, tenere ancora accesi i riflettori sull’emergenza per aiutare questi paesi a rialzarsi. Una mostra itinerante che vuol dare la possibilità in luoghi diversi e giorni diversi di offrire un contributo.
“Quando l’acqua si ritira” verrà inaugurata giorno 11 dicembre alle ore 18:00 al Kursaal Kalhesa (Foro Umberto I n°23, Palermo), dove resterà in mostra fino al 15 dicembre, per poi essere allestita giorno 16 dicembre nei locali della Facoltà di Architettura (Viale delle scienze, edificio 14, Palermo) e il 27 dello stesso mese presso il circolo Country Time Club (Viale dell’Olimpo n°5 , Palermo).
L’intero ricavato, proveniente dalla vendita delle fotografie in mostra, dalla vendita delle foto-cartoline e dalle libere offerte sarà devoluto a:
Comune di Messina – Servizio Tesoreria, causale pro-alluvionati. Codice IBAN IT 91Y0102016598000300034781
Per ulteriori informazioni:
Studio Agnello & Associati
Viale Principessa Mafalda, 2 – Palermo Tel. 0916893809 studioagnelloeassociati@gmail.com
Due uomini e una donna, spalano il fango dal cortile della scuola Collodi a Calvaruso.
Sono della protezione civile. Sono volontari. Dopo Giampilieri due anni fa, adesso sono impegnati in queste terre, stessa calamità, stesso bisogno di aiuto, stessa emergenza. Ora come allora i primi ad intervenire. Dal 2006 aspettano un rimborso spese.
Comincia a rivedersi il pavimento, sorridono, sono nel fango da giorni, perchè il “turno” non finisce fino a quando c’è qualcosa da fare e quando l’acqua e la terra si ritraggono c’è sempre qualcosa da fare, per molto tempo.
Tre vigili del fuoco spalano il fango da quello che un tempo era il giardino di un’anziana. Era sola in casa quella notte che la terra ha spalancato la sua porta. Ora ringrazia il cielo di vivere vicino ad un bar e che due ragazzi quella notte per caso passavano di là.
I riflettori sono ormai spenti su Calvaruso.
Una signora cammina. Ha due cornici fra le mani, rotte.
La casa che ripulisce non è la sua, ma di una sua amica.
La sua è stata ritenuta in una posizione troppo pericolosa, vicino a tutta quella terra che non è stata ancora messa in sicurezza ed è per la sua di sicurezza che ha dovuto preparare i bagagli e trasferirsi in un albergo fuori del paese, dove i muri sembrano più forti e la montagna meno vicina. La sua amica vive a Milano ed è stata una fortuna che non si trovasse lì quella notte. La linea marrone sulle pareti bianche che segna il livello raggiunto dal fango le arriva alla gola. La casa,un tempo bianca, ora è marrone, vuota. Quello che rimane è stato portato in giardino da persone pagate per farlo, perché lì i vigili del fuoco, la protezione civile e i volontari non sono ancora (?) arrivati. Quel che rimane è una “poltiglia” marrone, una massa informe che divora oggetti, mobili, indumenti, tutto.
Un uomo, dalla faccia di chi la terra l’ha coltivata e curata per anni, racconta:
“Ho sentito una donna che urlava quella notte ed ho aperto la porta per correrle in aiuto, ma l’acqua era ovunque e c’era buio, troppo buio.
Ho avuto paura di non farcela, ho desistito.”
Due signore sono ferme davanti un cancello, parlano, abitano li vicino.
Una è stata mandata in albergo, l’altra è stata ritenuta al sicuro, anche all’ombra del costone franato.
La notte nessuna delle due dorme. La prima pensa a quella che fino alla settimana scorsa era la sua casa e alla quale potrebbe non far ritorno. L’altra sta ferma ad ascoltare i rumori, teme che da un momento all’altro un suono d’acqua possa invadere la sua casa e che la sua vicina sia troppo lontana.
Una donna pensa che oggi c’è scirocco e lo scirocco porta la pioggia, e ogni volta che piove viene giù qualcosa ormai.
“ma la casa pazienza, ancora devo pagarla per i prossimi vent’anni, problemi della banca, io non avrei che darle, ma se piove stanotte non ho chi chiamare, non ho come chiamare, se piove stanotte sono sola, se piove stanotte i telefoni non funzionano” .
Se piove stanotte quella duna di terra potrebbe franare, sembra come appesa a un filo di un telefono dal cavo spezzato. Muto.
I riflettori sono ancora accesi a Scarcelli e Saponara.
I carabinieri lasciano passare solo i residenti per non intralciare i lavori.
L’esercito, la protezione civile, i vigili del fuoco, lungo la strada, nella terra, nell’acqua, nel fango. Il letto del fiume ormai pietrificato, la strada crollata, la montagna franata.
La montagna che in piena notte entra in quella casa e, senza chiedere permesso e dare spiegazioni, porta via tutto.
Porta via anche un padre e i suoi figli. La terra simbolo di vita e di morte. Pochi oggetti simbolo di un quotidiano che non ci sarà più.
File di scarpe sporche sui muretti di recinzione.
I riflettori sono accesi a Barcellona Pozzo di Gotto
Una città in cantiere. Tutte le braccia possibili al lavoro. Mascherine per non respirare la terra in polvere alzata dalle pale meccaniche, dai bobcat che, a ritmo serrato, lavorano. Forze dell’ordine, volontari, esercito. Per strada i residui degli scantinati svuotati. I mobili dei negozi sui marciapiedi, il tubo dell’acqua per ripulirli dal fango. Fango fango fango fango, parola ripetuta e abusata che ricopre e marchia i commercianti con troppa merce compromessa e pochi soldi per ricominciare, contando unicamente su loro stessi.
La stessa acqua che da la vita, a volte diventa caos. Ci fa ricordare che la natura sa riprendersi i suoi spazi e quando lo fa, lo fa nel modo più violento, impetuoso, distruttivo. Invade, inonda, spazza via tutto e a noi non resta altro che aspettare che si plachi. E così tutto è diverso quando l’acqua si ritira.
Testo: Angelica Agnello
Fotografie: Benedetto Tarantino
Commenti recenti
- Artens su Farm Cultural Park presenta: “Bbeddu Veru”
- biagio su The Tesla Boy: un peccato non conoscerli.
- federica su Polaroid Mania
- Alessandro su “Il bacio di Times Square” di A. Eisenstaedt a colori
- Roberto su “Il bacio di Times Square” di A. Eisenstaedt a colori





