
La Galleria X3 è lieta di ospitare la mostra di Cayetano Arcidiacono e Angelo Pitrone “Palermo Cordoba andata e ritorno”, realizzata da Museum, Osservatorio dell’arte contemporanea in Sicilia di Bagheria e in collaborazione con Crases.
La mostra giunge nel capoluogo palermitano dopo la tappa argentina, con l’esposizione presso il Museo de la Mujeres di Cordoba. Ventinove scatti che immortalano momenti di un viaggio per immagini fra Sicilia e Argentina. Gli scatti sono stati raccolti in un catalogo edito da Museo – Ezio Pagano.
La mostra resterà allestita sino all’11 febbraio 2012. Sarà possibile visitare la galleria da martedì a sabato, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30. Giorni di chiusura: domenica e lunedì.
Per maggiori informazioni scrivete alla casella di posta press@galleriax3.org o chiamate al numero 349.7255856

C’è una vita di strada a Palermo, di cui ogni persona o gruppo di uomini, donne e bambini sono protagonisti di un’avvolgente avventura, ogni cosa è travolgente e stravolgente. Come la struggente bellezza e l’amara decadenza di un popolo che ha fatto storia e tanto, tanto e tanto ancora vuole raccontare, vivere e rinascere.
“PALERMO – STREET LIFE” è un centro ideale, un quadro storico, una scena contemporanea profusa di mitologia.
Da Bartolo Chichi – Art & Photo Gallery uno squarcio di vita umano, irrequieto e sorprendente è allestito, come in un teatro di personaggi romantici e di figure pittoresche.
Palermo – Street Life è la collettiva fotografica da Bartolo Chichi – Art & Photo Gallery capace di drizzare lo sguardo verso la trasparenza della sua gente, la beltà e l’ingenuità dei suoi bambini, l’allegria e i sorrisi dei suoi abitanti, la corsa ritmica e fresca di una mattina autunnale.
Per una volta vogliamo guardare a quel popolo che sa mirare avanti, che sa combattere, che nutre sogni e speranze, che coltiva amore, cultura ed educazione. Sfatare i pregiudizi malavitosi di un’avvenire avvelenato e rubato è il nostro obiettivo.
I fotografi Cristina Alletto, Valeria Bellina, Dario Gallo, Salvo Greco, Elisa Libri, Matteo Miceli, Igor Pecoraro, Marco Radica, Sergio Raspante, Fabrizio Saccaro, Laura Saletta ci concedono immagini rubate di una strada, i cui volti, gesti, espressioni sono reali di una verità, che spesso non siamo capaci di cogliere, perché così grottescamente ci raccontano e così alla fine diventiamo.
Parti inequivocabili di sporchi compromessi e loschi sotterfugi.
C’è una vita che emerge dalla strada e “tutto porto o porta” a galla, ed è proprio quella che vogliamo far sovrastare.
Strada che narra i segreti di una mala vita e di una buona vita, quella buona che leggi nei volti e tra i piedi scaltri e veloci dei bambini che giocano al sole con un aquilone o un pallone, quella saggia dei passi andanti o dei cittadini che si fermano, informano e leggono pagine di quotidiani o di un libro.
Vita faticosa trascorsa per orizzonti aspettando di veder abboccare i pesci e i frutti dal mare, vita quotidiana di mercato, dove ogni gesto è accompagnato da un sorriso, perché la vita anche se agro è sempre vita.
La vita triste di quelli che a terra in ginocchio chiedono aiuto, un saluto o un ascolto, perché la vita non è per tutti facile, vita è anche quella attesa di un ragazzo alla darsena, che aspetta dal mare la speranza di poter navigare verso i propri sogni.
Vita pregata di un uomo che si merita un giorno sereno e senza dolori, vita di strada e asfalto occupato, transitato, scioperato, scenario di diritti, di doveri e di uomini che hanno dato e vogliono continuare a fare.
Vita dove ogni gesto è racchiuso in una carezza amorevole e tenera di due amici, due compagni e due amanti, perché forse l’ultima chiave per risollevarci è custodita proprio dentro quel sentimento di solidarietà, di integrazione e di fratellanza. Dove
tutti sono uno e uno è uguale a tutti, specialmente laddove le strade sono lunghe, faticose e impervie e proprio per questo più complesse da percorrere e più facili da capovolgere.
La domanda di Carlos Castaneda “A scuola da uno stregone”, ci indica la strada: “Ma la decisione di continuare quella strada, o di lasciarla, non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione. Osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario.
Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi: Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente.”
Le nostre strade a Palermo non hanno un solo cuore, ma infiniti cuori. Quotidianamente, a voi il coraggio di rivelarlo e donarlo.
di Maria Rita Chichi
BARTOLO CHICHI ART & PHOTO GALLERY
Palermo, Via Vann’Anto 16 – 90144
+ 39 091 7828140
Data di vernissage: 27 GENNAIO 2012 h. 19:00
Data di chiusura: 08 MARZO 2012
La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.45 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30 e il sabato dalle 9:45 alle 13.
Ingresso libero
Curatori: Maria Rita Chichi, Bartolo Chichi
Fotografi: Cristina Alletto, Valeria Bellina, Dario Gallo, Salvo Greco, Elisa Libri, Matteo Miceli, Igor Pecoraro, Marco Radica, Sergio Raspante, Fabrizio Saccaro, Laura Saletta

Gli iPhone mettono in mostra la Sicilia
SiciliaWeekend.info e la Feltrinelli Palermo per una grande mostra fotografica collettiva dedicata agli scatti Hipstamatic, la diffusissima applicazione iPhone che consente di effettuare foto artistiche ed uniche proprio come le vecchie Polaroid.
Il genio di Palermo che si erge nella piazza come un re, poetiche barche di legno in riva al mare, un piatto che, con i semi e il coltello, ricorda la freschezza di un’anguria appena mangiata. Siciliamatic è questo: un’esplosione di emozioni legate a quanto la terra di Sicilia sa raccontare.
Cultura, natura, cibo: elementi che si fondono insieme negli scatti di chi ha saputo cogliere l’attimo con il proprio smartphone. Niente di più semplice, niente di più intenso. Piccole “polaroid” che fanno l’occhiolino agli artisti impressionisti.
Una volta con i pennelli, ora con lo scatto di uno strumento comune, si riesce a raccontare l’anima di ciò che ci circonda. Dai segreti del mare alla forza del vento, passando per riti simbolici e luoghi d’incanto, questa raccolta fotografica riesce a far commuovere e sorridere, a inebriarsi e incantare.
Il tutto in Sicilia, motore immobile di queste emozioni.
La mostra è stata organizzata dal settimanale www.siciliaweekend.info con la collaborazione de la Feltrinelli Palermo
Presso: Feltrinelli Libri e Musica di Palermo (via Cavour, 133).
Mostra visitabile per tutto il mese di gennaio.
* Fotografia di Roberta Cusimano
E’ un legame profondissimo quello tra Ferdinando Scianna e la sua amatissima Sicilia. Un passione sfrenata che l’abile maestro ha tradotto in immagini che fino al prossimo 22 gennaio 2012 resteranno custodite tra i due antichi ingressi della città: Porta Felice e Porta Nuova. In mostra meravigliosi scatti che dal bianco e nero si caricano pian piano di colore, ritraendo la più personale visione del maestro, attraverso un viaggio che dalla storia del nostro passato giunge ai nostri giorni. Suggestive immagini attraverso le quali Scianna racconta la sua terra natia, quella Sicilia che ha esportato nel mondo, con la magia e la bellezza dei suoi luoghi e la solitudine che, a tratti, coglie i suoi uomini. In un doppio allestimento, tra i poli opposti dell’originario Cassaro di Panormus, nelle prestigiose sedi del Loggiato San Bartolomeo e l’Oratorio S.S. Elena e Costantino appena ristrutturato e restituito per la prima volta alla città. A collegare le due location un simbolico percorso tracciato da 70 banner bifacciali appesi lungo l’asse viario di Via Vittorio Emanuele. Qui, in bella vista animano l’antica via le opere di oltre centoquaranta giovani artisti che hanno partecipato al concorso, bandito qualche mese fa, dal titolo “Disegna per Ferdinando Scianna”.
Ingresso gratuito
Oratorio SS.Elena e Costantino
lunedì _ sabato dalle 8.15 alle 17.40
domenica e i festivi dalle 8.15 alle 13
Loggiato San Bartolomeo
martedì _ venerdì dalle 9 alle 13.30 e dalle 16 alle 19.3
sabato e domenica dalle 9 alle 13.30.

di Benedetto Tarantino e Angelica Agnello
Il 22 novembre l’ennesimo temporale si trasforma in una terribile alluvione, mettendo nuovamente in ginocchio la provincia di Messina.
L’acqua piovana che diventa fiume, si unisce alla terra, porta ad una frana e tutto viene ricoperto dal fango. Quando in alcuni paesi vengono riaperte le prime scuole, altri sono in lutto, e altri ancora sembrano paesi fantasma, Benedetto Tarantino e Angelica Agnello si recano nei luoghi del disastro per documentare la realtà dei fatti ad una settimana di distanza.
Raccontare con due mezzi diversi: la fotografia lui, la scrittura lei.
L’idea di allestire una “mostra lampo” per raccogliere fondi è nata, quasi per caso, dopo una chiacchierata con Riccardo Agnello: attraverso le fotografie ed il testo si vogliono, infatti, tenere ancora accesi i riflettori sull’emergenza per aiutare questi paesi a rialzarsi. Una mostra itinerante che vuol dare la possibilità in luoghi diversi e giorni diversi di offrire un contributo.
“Quando l’acqua si ritira” verrà inaugurata giorno 11 dicembre alle ore 18:00 al Kursaal Kalhesa (Foro Umberto I n°23, Palermo), dove resterà in mostra fino al 15 dicembre, per poi essere allestita giorno 16 dicembre nei locali della Facoltà di Architettura (Viale delle scienze, edificio 14, Palermo) e il 27 dello stesso mese presso il circolo Country Time Club (Viale dell’Olimpo n°5 , Palermo).
L’intero ricavato, proveniente dalla vendita delle fotografie in mostra, dalla vendita delle foto-cartoline e dalle libere offerte sarà devoluto a:
Comune di Messina – Servizio Tesoreria, causale pro-alluvionati. Codice IBAN IT 91Y0102016598000300034781
Per ulteriori informazioni:
Studio Agnello & Associati
Viale Principessa Mafalda, 2 – Palermo Tel. 0916893809 studioagnelloeassociati@gmail.com
Due uomini e una donna, spalano il fango dal cortile della scuola Collodi a Calvaruso.
Sono della protezione civile. Sono volontari. Dopo Giampilieri due anni fa, adesso sono impegnati in queste terre, stessa calamità, stesso bisogno di aiuto, stessa emergenza. Ora come allora i primi ad intervenire. Dal 2006 aspettano un rimborso spese.
Comincia a rivedersi il pavimento, sorridono, sono nel fango da giorni, perchè il “turno” non finisce fino a quando c’è qualcosa da fare e quando l’acqua e la terra si ritraggono c’è sempre qualcosa da fare, per molto tempo.
Tre vigili del fuoco spalano il fango da quello che un tempo era il giardino di un’anziana. Era sola in casa quella notte che la terra ha spalancato la sua porta. Ora ringrazia il cielo di vivere vicino ad un bar e che due ragazzi quella notte per caso passavano di là.
I riflettori sono ormai spenti su Calvaruso.
Una signora cammina. Ha due cornici fra le mani, rotte.
La casa che ripulisce non è la sua, ma di una sua amica.
La sua è stata ritenuta in una posizione troppo pericolosa, vicino a tutta quella terra che non è stata ancora messa in sicurezza ed è per la sua di sicurezza che ha dovuto preparare i bagagli e trasferirsi in un albergo fuori del paese, dove i muri sembrano più forti e la montagna meno vicina. La sua amica vive a Milano ed è stata una fortuna che non si trovasse lì quella notte. La linea marrone sulle pareti bianche che segna il livello raggiunto dal fango le arriva alla gola. La casa,un tempo bianca, ora è marrone, vuota. Quello che rimane è stato portato in giardino da persone pagate per farlo, perché lì i vigili del fuoco, la protezione civile e i volontari non sono ancora (?) arrivati. Quel che rimane è una “poltiglia” marrone, una massa informe che divora oggetti, mobili, indumenti, tutto.
Un uomo, dalla faccia di chi la terra l’ha coltivata e curata per anni, racconta:
“Ho sentito una donna che urlava quella notte ed ho aperto la porta per correrle in aiuto, ma l’acqua era ovunque e c’era buio, troppo buio.
Ho avuto paura di non farcela, ho desistito.”
Due signore sono ferme davanti un cancello, parlano, abitano li vicino.
Una è stata mandata in albergo, l’altra è stata ritenuta al sicuro, anche all’ombra del costone franato.
La notte nessuna delle due dorme. La prima pensa a quella che fino alla settimana scorsa era la sua casa e alla quale potrebbe non far ritorno. L’altra sta ferma ad ascoltare i rumori, teme che da un momento all’altro un suono d’acqua possa invadere la sua casa e che la sua vicina sia troppo lontana.
Una donna pensa che oggi c’è scirocco e lo scirocco porta la pioggia, e ogni volta che piove viene giù qualcosa ormai.
“ma la casa pazienza, ancora devo pagarla per i prossimi vent’anni, problemi della banca, io non avrei che darle, ma se piove stanotte non ho chi chiamare, non ho come chiamare, se piove stanotte sono sola, se piove stanotte i telefoni non funzionano” .
Se piove stanotte quella duna di terra potrebbe franare, sembra come appesa a un filo di un telefono dal cavo spezzato. Muto.
I riflettori sono ancora accesi a Scarcelli e Saponara.
I carabinieri lasciano passare solo i residenti per non intralciare i lavori.
L’esercito, la protezione civile, i vigili del fuoco, lungo la strada, nella terra, nell’acqua, nel fango. Il letto del fiume ormai pietrificato, la strada crollata, la montagna franata.
La montagna che in piena notte entra in quella casa e, senza chiedere permesso e dare spiegazioni, porta via tutto.
Porta via anche un padre e i suoi figli. La terra simbolo di vita e di morte. Pochi oggetti simbolo di un quotidiano che non ci sarà più.
File di scarpe sporche sui muretti di recinzione.
I riflettori sono accesi a Barcellona Pozzo di Gotto
Una città in cantiere. Tutte le braccia possibili al lavoro. Mascherine per non respirare la terra in polvere alzata dalle pale meccaniche, dai bobcat che, a ritmo serrato, lavorano. Forze dell’ordine, volontari, esercito. Per strada i residui degli scantinati svuotati. I mobili dei negozi sui marciapiedi, il tubo dell’acqua per ripulirli dal fango. Fango fango fango fango, parola ripetuta e abusata che ricopre e marchia i commercianti con troppa merce compromessa e pochi soldi per ricominciare, contando unicamente su loro stessi.
La stessa acqua che da la vita, a volte diventa caos. Ci fa ricordare che la natura sa riprendersi i suoi spazi e quando lo fa, lo fa nel modo più violento, impetuoso, distruttivo. Invade, inonda, spazza via tutto e a noi non resta altro che aspettare che si plachi. E così tutto è diverso quando l’acqua si ritira.
Testo: Angelica Agnello
Fotografie: Benedetto Tarantino

A cura di Guillaume Von Holden
Con un testo di Giampaolo De Pietro
OPENING/ MARTEDI’ 22 Novembre 2011 h.19.00
Per una falda del terreno
(Archivio di un tempo dato per improvviso)
Chissà se esiste una messa a fuoco per chi compone collage; si ha come l’impressione che i punti di vista siano aperti – quasi, si potrebbe dire, più “liberi” che mai.
Quel che salta all’occhio è la componente strutturale di un collage, considerata oltrepassando il punto di vista meramente tecnico: ci si può accostare ad essa come a quella di una partitura musicale, con lo sguardo ben disposto e l’orecchio sporto, come attenti al più semplice segnale, com’è per l’effetto di un’apparizione intorno all’immagine palesata, una chiave di volta atta anche a divertire per il semplice fatto di essere composita, una chiave di rivolta, ancor di più, poiché improbabile! (talvolta), ma semplice nella causa e sensibile in più effetti – nel suo effetto ultimo, quello che “si guarda”, insomma. Sembrano più dimensioni di un’unica apparenza, i collage. Hanno la tridimensionalità che ha, ad esempio, o dovrebbe almeno possedere, non solo di riflesso, il pensiero moderno, contemporaneo all’accadere stesso dell’esposizione senza esplicazioni di sorta.
L’elemento naturale e quello filmico, come più sezioni dello stesso giorno, come se il tempo risultasse per una volta tutto: ad un tempo.
I collage di Daniele Villa si rapportano agli elementi come raddoppiandoli, forse gli accostamenti sono così sottili e necessitati dagli occhi stessi che il loro accadere si fa naturale, come deve essere: catene montuose e gruppo di persone che osservano (quale apparizione e quale tempo?), ghiacciai in marefermo, scena su scena, parola per parola, a rimando o specchio, nuvole fatte sassi o viceversa, colline, gambe sotto rocce sedimentarie, uova di un volatile immaginario nate sotto la superficie del reale. Voci del verbo apparire, come per l’ultima volta, come un ritorno perfetto che può riservare solo il sogno, o ancora l’imperfetto ritorno al dramma ingenuo del tempo e delle sue detonazioni (le catastrofi e le generazioni) – con le sue distrazioni, e quelle del caso – motore immobile di un gioco d’architetture ora e forse possibili, ora e mai più determinabili, se non in dirittura di uno spazio ancorato a non più, o solo appannaggio di apparenza o essere.
*
Brevi storie spuntate ai margini –
brevissime, dunque
uno. (a parte)
uno che spunta dal nulla, come un suono improvviso in un cerchio silenzioso, un quadrato nel cerchio, una forma nell’altra, uno improvvisamente in una stanza, o al centro di una piazza. Spiazzàti, lui e il centro, dagli infinitesimali elementi sui quali non ci stiamo concentrando.
(avrà a che fare col non saper coordinare i movimenti di un braccio e dell’altro, così di una gamba con l’altra, una mano con la sua corrispondente?); sarà incapacità a centrare la concentrazione su un unico senso, gli altri quattro trascurando, sarà una forma estrema di solidarietà – una filosensorialità (attenzione verso e rispetto)per quei sensi e per tutti gli elementi che vengono messi da parte – elusi, se non proprio fatti scomparire – al centro di una storia raccontata, o comunque una storia anche se non narrata, una scena sola. allora potrei seguire questo, alla lettera, una scena sola – per questo mi piace l’idea dei cartoni, delle animazioni: un fotogramma dietro un altro, una foto dietro l’altra – e si crea un movimento, questo è geniale, forse più del movimento stesso.
Daniele Villa nasce nel 1973 a Roma, dove vive e lavora.
Membro fondatore della Citrullo International, casa di produzione e factory artistica, in qualità di regista ha diretto “Rosy-fingered Dawn: un film su Terrence Malick” (2002) e “F for Fontcuberta” (2005), rispettivamente sul regista americano, Palma d’oro 2011 al Festival di Cannes con “Tree of Life”, e sul fotografo catalano Joan Fontcuberta.
Ha curato, con Carlo Hintermann e Luciano Barcaroli, pubblicazioni di cinema per la casa editrice Ubulibri su Otar Ioseliani, Takeshi Kitano e David Lynch.
Ha prodotto il documentario “The Dark Side of the Sun”, per la regia di Carlo Hintermann, recentemente presentato in prima mondiale al Festival Internazionale del Film di Roma.
Villa è anche un infaticabile ricercatore e coltivatore d’immagini, sezionate e ricomposte con perizia in forma di collage. Di recente ha partecipato alle mostre “Allegory of the cave” ed “À partir de l’eau”.
OPENING/ MARTEDI’ 22 Novembre 2011 h.19.00
la mostra resterà aperta sino al 16 Dicembre 2011
dal martedì al sabato dalle h.17.00 alle h.20.00
Zelle Arte Contemporanea
Via Fastuca n.2, Palermo
Tel. 3393691961 / www.zelle.it / zelle@zelle.it
Delle qualità della fotocamera di iPhone 4S si è parlato a lungo, soprattutto nell’entusiastica recensione dal portale specializzato Camera +, con tanto di confronto con i precedenti modelli di melafonino. Ma quando è un fotografo di fama internazionale a tesserne le lodi, il discorso diventa sicuramente più pregno.
Il riferimento è sicuramente a Annie Leibovitz, una delle ritrattiste più celebri del mondo della musica, del cinema e dello spettacolo in generale. Colei che ha rivoluzionato gli scatti, introducendo la cooperazione con i modelli oggetto della sua arte, non ha alcun dubbio: la migliore fotocamera point and shoot sul mercato è proprio iPhone 4S.
L’occasione per la curiosa rivelazione è il programma Nightly News dell’emittente statunitense NBC, dove alla domanda su quale sia la migliore fotocamera da acquistare, la Leibovitz ha risposto senza indugi con iPhone 4S.
Le ragioni sono davvero le più disparate, tuttavia vanno a inserirsi nel filone della fotografia giornaliera, quella disponibile a tutti anche a chi è a digiuno di obiettivi. Per un uso professionale, infatti, il nuovo melafonino non risulta di certo soddisfacente, ma per l’utente medio rappresenta spesso una scelta di gran lunga superiore a compatte tutto fuorché che semplificate.
L’accessibilità, l’estrema facilità di utilizzo, la vocazione multimediale che trasforma la macchina fotografia in un vero e proprio portfolio da taschino sempre collegato alla Rete: sono queste le peculiarità che conquistano la fotografa. iPhone rende possibili gli scatti di alta qualità in qualsiasi situazione, anche quando la contingenza da riprendere risulta irrinunciabile e non si ha a portata di mano una macchina fotografica.
L’estrema immediatezza, basta infatti utilizzare il tasto volume come se fosse uno shutter, e le opzioni di stabilizzazione, controllo automatico degli ISO e modifica e ritaglio fanno il resto: tutti possono diventare abili fotografi con iPhone 4S. L’unica mancanza? Un flash vero e proprio.
viaAnnie Leibovitz ama la fotocamera di iPhone 4S | Apple | Digital.it.
Sabato 26 Novembre 2011, Fondazione Sambuca di Palermo inaugura nella Cavallerizza di Palazzo Sambuca, la mostra di Shobha dal titolo a journey at 54. Venice Biennale.
Il progetto realizzato da Shobha per la Fondazione Sambuca, a cura di Paolo Falcone, in occasione della vernice della 54° Esposizione internazionale la Biennale di Venezia, si inaugura con una mostra e la presentazione del libro fotografico a conclusione della rassegna veneziana.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con la Casa di Cura di Alta Specialità LA MADDALENA nell’ambito del programma “Arte per la Vita” e con Chiara Planeta e Francesca Planeta. La mostra alla Fondazione Sambuca è realizzata anche grazie al generoso contributo di Iolanda Riolo (Audi Zentrum Palermo), Mario e Vera Dell’Oglio (Dell’Oglio) e Francesco Galvagno (ELENKA SpA).
Fondazione Sambuca, nell’ambito del sistema diffuso promosso fin dalla sua costituzione, ritiene che particolare attenzione e ringraziamento siano dovuti a quegli imprenditori e professionisti che sostengono la cultura per lo sviluppo economico e sociale di Palermo e della Sicilia. Grazie alle forze imprenditoriali che credono nella relazione impresa e cultura è possibile realizzare e promuovere progetti culturali di qualità che divengono strumenti di cooperazione e sviluppo territoriale, capaci di veicolare la migliore immagine del territorio nei massimi contesti culturali internazionali.
Fondazione Sambuca e i partners, grazie ad un accordo di collaborazione con La Biennale di Venezia, hanno quindi sostenuto, alla 54. Biennale di Venezia l’artista messicana Mariana Castillo Deball, l’artista britannico Martin Creed e l’artista francese di origini algerine Philippe Parreno nella mostra internazionale dal titolo ILLUMInazioni diretta da Bice Curiger.
a journey at 54. Venice Biennale è il racconto fotografico delle giornate della vernice della rassegna internazionale, dove Shobha, attraverso le sue immagini, fissa con grande poesia, come in un diario di viaggio le mostre, gli eventi ed il contesto nei quali si è svolta la prestigiosa rassegna. Un progetto che oggi ne diviene una mostra e un libro, con trenta fotografie in rigoroso bianco e nero, dove sono narrati i principali appuntamenti dell’evento lagunare. Un racconto con uno sguardo particolare rivolto al mondo femminile, dove Shobha coglie caratteri e atmosfere, visioni e contraddizioni tali da trasformarsi in una rappresentazione unica.
Fondazione Sambuca, presente anche quest’anno alla mostra internazionale, con questo progetto di Shobha coglie un duplice aspetto, narrare un’avventura culturale e raccontare l’importante partecipazione alla grande mostra internazionale, attraverso un racconto per immagini che traccia alcuni dei caratteri peculiari della rassegna lagunare.
Shobha
Informazioni:
Titolo della mostra: Shobha, a journey at 54. Venice Biennale
Istituzione: Fondazione Sambuca
Cavallerizza di Palazzo Sambuca
via Alloro n. 36 ‐ 90133 Palermo (Italia)
tel /fax +39 091 6101220
info@fondazionesambuca.org ‐ www.fondazionesambuca.org
Curatore: Paolo Falcone
Data: Apertura 26 Novembre 2011, ore 19.00
Durata: 26 Novembre ‐ 11 Dicembre 2011
Orari: Mercoledi‐Domenica ore 10.30 ‐ 13.30/16.00 ‐ 19.30 Ufficio Stampa: Fondazione Sambuca +39 091 8887059
La galleria X3 presenta ’Round New York, una mostra collettiva dedicata alla città di New York osservata dallo sguardo di sei fotografi italiani. L’esposizione è curata da Emilia Valenza e Giulia Scalia.
L’anno in corso segna un decennio dalla più grande tragedia del secolo che, colpendo al cuore la capitale culturale americana, ha segnato indelebilmente tutta la società civile mondiale. A dieci anni di distanza la galleria X3 vuole rendere omaggio ai newyorkesi
che, pur nel ricordo ancora vivo del tragico evento, hanno continuato a vivere, a lavorare e ad amare la città di New York.
’Round New York offre una visione inedita della metropoli americana con le fotografie di Roberto Boccaccino, Gianni Cipriano, Alfredo D’Amato/Brendan Bannon, Ezio Ferreri, Arianna Forcella, Fabio Sgroi. Si tratta di scatti di vita quotidiana realizzati sia prima che dopo il tragico attentato e che sono un’aperta dichiarazione d’amore nei confronti della Grande Mela.
Roberto Boccaccino presenta una parte del suo lavoro “Sounds young” dedicato ai gruppi musicali indipendenti e alle notti nella città di New York.
Gianni Cipriano espone ritratti inediti di una New York misteriosa, ricca di contrasti e di personaggi dal fascino cinematografico.
Alfredo D’Amato e Brendan Bannon indagano i retroscena della campagna elettorale Bush- Kerry, attraverso ritratti di elettori e scatti di scorci urbani.
Ezio Ferreri presenta una parte del suo lavoro “New York before” realizzato nel 2000, dedicato a una New York che non sarà più la stessa.
Arianna Forcella propone un trittico dedicato a Coney Island realizzato nel 2005 con una macchina fotografica Holga.
Fabio Sgroi espone gli scatti di fotografia di strada dedicati alla comunità ebraica della metropoli americana.
E’ prevista inoltre una sezione di proiezioni di slides aperta ad altri fotografi, sia professionisti che fotoamatori.
La mostra si avvale del patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America di Napoli ed è realizzata grazie al supporto di Geolab srl e dell’azienda vinicola Cusumano.
Catalogo edito da Controluce.
Galleria X3, via Catania 35, 90141 Palermo.
Fino al 22 dicembre 2011
Orari: lun/ven 10.30 – 12.30 / 17.00 – 19.30 (chiuso sab/dom)
press@galleriax3.org – 388 3250068 – 349 7255856
http://www.galleriax3.org/
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